L’ICANN, l’ente regolatore della struttura web che controlla l’assegnazione degli indirizzi IP e la registrazione dei domini di primo livello, ha aperto la registrazione dei domini di primo livello all’intero novero delle parole e dei brand commerciali. Entro la fine del 2012 provvederà ad attivare le nuove estensioni.
La liberalizzazione sarà controllata dalla stessa ICANN, considerando una prima finestra di accettazione domande dal 12 gennaio 2012 al 12 aprile 2012. I processi di valutazione si svolgeranno nel corso dell’anno.
Le applicazioni potranno riguardare:
Brand (es. .ferrari, .nike, .samsung, .barilla…)
Nomi (es. .prosecco, .montagna, .moda, .medicina, …)
Ogni azienda o ente coinvolto nella Rete dovrebbe pensare opportunamente alla protezione del proprio brand, del proprio mercato e delle parole di interesse strategico, ma occorre sapere che le richieste avranno un costo intorno ai 185.000$.
Dati societari obbligatori nel sito internet e nelle e-mail (art. 2250 c.c. e legge comunitaria 2008)
Per ditte individuali e società di persone
rimane il semplice obbligo di indicare il numero di partita IVA almeno nella home page del sito internet della società (art. 35 del D.P.R. 633/1972). Le stesse società di persone e società semplici devono invece indicare negli atti e nella corrispondenza (e anche fatture e DDT):
denominazione (ragione sociale) ;
sede della società ;
codice fiscale e partita IVA;
ufficio del Registro delle Imprese presso la quale risulta iscritta ed il relativo numero di iscrizione ;
eventuale stato di liquidazione della società
Le società di capitali (s.p.a., s.r.l. e s.a.p.a.)
devono indicare negli atti e nella corrispondenza (comprese fatture e DDT) e anche nel sito web ed e-mail, e in tutti gli altri luoghi virtuali di comunicazione, ivi compresi i profili delle societa` sui social networks:
denominazione (ragione sociale);
sede della società ;
codice fiscale e partita IVA;
ufficio del Registro delle Imprese presso la quale risulta iscritta ed il relativo numero di iscrizione;
capitale sociale indicandone la misura effettivamente versata come risultante dall’ultimo bilancio;
eventuale stato di liquidazione della società;
eventuale stato di società unipersonale;
In caso di omessa pubblicazione delle informazioni legali richieste negli atti, nella corrispondenza, e nel sito web della società, si applicano le sanzioni già previste dall’art. 2630 C.C. per l’omessa o ritardata pubblicazione di atti al registro delle imprese, con un minimo di euro 206 ad un massimo di euro 2.065 per ogni amministratore.
Non potevamo non riportare delle considerazioni prese in un’intervista fatta a Charlene Li dal Corriere (versione integrale).
Riferito al fatto che un’azienda si possa dotare di una redazione per il Social, . . . “Qualcuno obietta che ciò richiederebbe uno sforzo enorme in termini economici e di tempo, ma Li sostiene il contrario: «E’ un investimento a lungo temine e sarà ripagato: chi passa tempo in rete sa che essere ascoltati è un valore. Un approccio del genere fa la differenza, l’importante è capire che la gente non vuole ricevere messaggi ma stabilire delle conversazioni». Insomma, non basta mettere in piedi un efficace servizio clienti online, ma è necessario «comprendere le esigenze attraverso un dialogo attivo”
Ricordiamo che come stabilito dal D.L. 185/2008 tutte le aziende costituite in forma societaria hanno tempo sino al 29/11/2011 per comunicare la propria casella PEC al Registro delle Imprese.
L’obbligo di iscrizione della PEC sussiste per le società di capitali e di persone: ad esempio S.p.A., s.r.l., s.n.c., società in accomandita semplice e società per azioni, società di mutuo soccorso, società cooperative, etc
Non sono tenuti ad iscrivere la PEC al Registro Imprese i liberi professionisti,le imprese individuali e quelle non costituite in forma societaria.
La diffusione dei social network rappresenta per le aziende un’ulteriore opportunità di arrivare ai propri clienti. Differentemente dai precedenti mezzi di diffusione, il social network favorisce il fenomeno di propagazione spontanea e virale, nel momento in cui l’informazione acquisita anche solo da “uno” viene condivisa agli “amici” (per Facebook), ai “follower” per Twitter, ai facenti parte delle cerchie per “Google+”. Si tratta quindi del ben noto “passaparola positivo” che messo in rete si eleva all’ennesima potenza.
E’ quindi importante aderire ai Social Network sia come privati che come aziende, andando a dare una svecchiata opzionale al proprio website che ormai potrebbe anche rimanere tranquillo visto che sempre piu’ la gente ci contatta e ci cerca su Facebook . . .
Se non credete che tutto questo stia realmente accadendo, ossevate invece come HTC ha risposto prontamente al fenomeno social, dotando addirittura un proprio telefono del tasto “facebook” diretto.
Avevamo bisogno di condividere delle informazioni con dei collaboratori saltuari esterni. Per la parte degli spreadsheet (fogli Excel) abbiamo utilizzato il servizio EditGrid (http://www.editgrid.com/) . . . dopo averne ovviamente provati anche altri. I risultati iniziali sono stati esaltanti (e speriamo di non doverci smentire). I requisiti per la ricerca del “servizio perfetto” erano: uso di https, possibilità di condivisione dei dati che in altrnativa restano privati, possibilità di condividere gli spreadsheet con utenti non necesariamente iscritti al servizio, upload di files excel iniziali con conservazione della struttura, servizio non a pagamento e senza limiti di sorta. Ebbene , queste caratteristiche base sono state soddisfatte e devo dire che corrispondono solo ad una parte di quelle offerte da EditGrid. In fase iniziale il servizio viene differenziato per uso personale o azienda ma per entrambi viene offerto gratuitamente (forse perchè sono ancora in beta). L’account aziendale consente di includere users che appartengono all’azienda, di definire differenti workspaces (tematici) in cui inserire/creare/uploadare i fogli di calcolo. La condivisione con tali utenti “aziendali” è molto semplice ma lo è altrettanto la condivisione con un utente generico che puo’ avvenire con link via email. Il link definisce anche i permessi di accesso. Il foglio di calcolo puo’ essere usato dal website di EditGrid ma anche come oggetto “embedded” in una pagina qualsiasi. Assolutamente da provare per gli amanti della e-collaboration. Noi lo includeremo nel paniere dei nostri servizi WEBEM (servizi fuori dalla intranet) ma preferiamo comunque lavorare in modo ordinario in NETEM (la nostra intranet).
Abbiamo quasi ultimato un lavoro con un cliente col quale abbiamo concordato di prendere in carico la gestione del dominio e dello spazio web (assistenza ordinaria annuale). In generale il dominio è “l’etichetta” che ci consente di essere identificati in Internet. Ad esempio “cocacola.com” , “google.it” , “engimedia.it” (. . . e nel nostro Explorer o Firefox scriviamo “www.engimedia.it” o “engimedia.it”).
La registrazione del dominio fa parte delle operazioni necessarie per attivare la propria esistenza online. Dipendono da lui infatti alcune “cosette” come:
visibilità del sito internet
funzionamento della posta
registrazione ed indicizzazione nei motori di ricerca
Insomma . . . quando il dominio per qualche motivo cessa di funzionare (ad esempio quando non viene rinnovato per mezzo del pagamento annuale) ce ne accorgiamo subito. Se abbiamo un sito “vetrina” allora il danno maggiore lo abbiamo dal malfunzionamento della posta; se il nostro sito ci serve per vendere prodotti, allora il danno comincia ad essere ancora piu’ doloroso perchè gli ordini non vengono emessi.
Poche righe solo per dire che il dominio è molto importante. Per un’azienda che usa le emails per lavoro o che vende online “non curarsene” equivale a non verificare l’iscrizione alla Camera di Commercio. Ma è possibile? NO!!! Eppure poche aziende sanno cosa è un “dominio Internet” e a cosa serve al punto che noi di EngiMedia lo scriviamo anche nella parte delle informazioni del nostro contratto tipo.
Nel caso che stiamo descrivendo scopriamo alla fine che il REGISTRAR (cioè l’intestatario e proprietario del dominio) non è la società stessa ma un’altra società ed una persona in particolare. E’ come scoprire che la vostra società è intestata ad un altro proprietario. Noi di EngiMedia INORRIDIAMO (ma ne prendiamo atto): e se questa persona fosse deceduta? Se avesse vinto la lotteria della Befana? Se avesse trovato l’amore della sua vita in Brasile? Non siamo sicuri che si sarebbe preoccupato di “avvisare”. Scopriamo che questa persona/ditta, a fronte di un servizio pagato, ha deciso di intestarsi il dominio “per risparmiare tempo” nell’evasione delle pratiche. Ma ci rendiamo conto?
Verificare il proprio dominio Internet
Verificare lo stato del proprio dominio è abbastanza semplice: per i domini “.it” potete accedere direttamente al Registro Italiano preposto alla gestione ed organizzazione dei domini: www.nic.it . Inserite nel motore di ricerca WHOIS il vostro dominio senza “www.” e il codice di verifica che vi viene richiesto. Poi nella tabella risultato in basso a sinistra potete cliccare ed espandere la scheda risultato con tutte le informazioni.
Altri domini
Per i domini non .it potete consultare qualsiasi servizio a pagamento (come register.it, ad esempio) ed accedere alla sezione di registrazione di un nuovo dominio. Poiché il vostro dominio esiste, vi verrà indicato che non è possibile registrarlo e sarà anche indicato come prendere visione delle informazioni pubbliche dell’attuale proprietà.
In entrambi i casi, verificate che tutto sia conforme alle vostre aspettative.
In un mondo di aziende che in un momento di crisi da una parte e di opportunità dall’altra vede l’open-source come la soluzione dei problemi informatici ed economici, proponiamo un caso tra tutti (Google: Germania windows linux sistema operativo) . Open-source troppo spesso viene associato impropriamente (ma non ingiustamente) alla parola “gratis”: la gestione dell’open-source richiede infatti spesso delle competenze maggiori di quelle necessarie per ottenere gli stessi risultati con analoghi tools/software a pagamento e può accadere (ma non è una “legge”) che quanto si risparmia non acquistando il software “a pagamento” lo si debba poi investire nella consulenza “a pagamento” o nell’adeguamento dei sistemi.
Dietro ad un software o piu’ in generale ad una soluzione “a pagamento” ci sta normalmente chi può e deve garantirne in prima persona il funzionamento. Dietro alla soluzione open-source (oltre alla comunità di eccellenti sviluppatori che ne garantiscono il proseguo) ci può stare chiunque, che ne abbia le competenze o che creda di averle. In entrambi i casi, meglio sempre prima investire del tempo nel progetto, facendosi fare dei preventivi da valutare non solo economicamente ma anche nella qualità della soluzione proposta nel contesto del proprio ambito lavorativo.
In un precedente articolo una descrizione della “realtà aumentata” ed in questo invece un’interessate applicazione che può essere sfruttata anche in altri settori. Per adesso solo per iPhone.
Indubbia l’utilità di posizionare un pezzo di carta per terra a su di un mobile e vedere al suo posto una soluzione di arredo. In un caso di soluzione molto articolata potrebbe essere utilizzata da un interior designer per mostrare attraverso uno smartphone una casa arredata (anche se in realtà ancora vuota). In tempo reale e senza necessità di rendering da autocad.